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Guide e approfondimenti sul Superbonus 110% e le altre detrazioni fiscali

Guida BigMat al Superbonus 110% e le altre detrazioni fiscali
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Vademecum per il Superbonus 110% e le altre agevolazioni fiscali
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1 - TABELLE RIEPILOGATIVE

Bonus-Casa

Ecobonus

Sismabonus

Ecosismabonus, bonus facciate e superbonus

* Ad esempio:

  • Coibentazione di strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti) – Detrazione massima per S.U.I.: € 60.000,00
  • Sostituzione di finestre comprensive di infissi - Detrazione massima per S.U.I.: € 60.000,00
  • Installazione di schermature solari - Detrazione massima per S.U.I.: € 60.000,00
  • Interventi su parti comuni che interessano l’involucro dell’edificio (inclusi infissi e schermature solari) con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente - Detrazione massima: € 40.000,00 x U.I. che compongono l’edificio.

Elenco completo: Allegato B del Decreto MISE “Requisiti e Massimali di costo” del 6 agosto 2020.

2 - APPROFONDIMENTI

2.1 - LE PRESTAZIONI ENERGETICHE DEGLI EDIFICI

La classe energetica indica sinteticamente, secondo alcuni parametri dipendenti anche dalla località in cui si trova l'edificio, dalla sua forma, dall’orientamento e dalle caratteristiche termiche, la qualità energetica ed il consumo dell'edificio.

L'indice di prestazione energetica globale non rinnovabile (EPgl,nren) invece è il valore più preciso da cui deriva l'attribuzione della classe energetica e che indica l'energia totale consumata dall'edificio climatizzato per metro quadro di superficie ogni anno.

Dal 2015, secondo le linee guida per la certificazione energetica DM 26-06-2015, la prestazione energetica di un edificio è espressa attraverso l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile che comprende:

  • la climatizzazione invernale (EPh,nren)
  • la climatizzazione estiva (EPc,nren)
  • la produzione di acqua calda sanitaria (EPw,nren)
  • la ventilazione meccanica (EPv,nren)
  • l'illuminazione artificiale (EPl,nren), per gli immobili non residenziali
  • il trasporto di persone o cose (EPt,nren), per gli immobili non residenziali

L'unità di misura per l'indice di prestazione energetica è il kWh/m2 anno. Il simbolo utilizzato e definito dalla legge a livello europeo è l'EPgl (Global Energy Performance - Indice di prestazione energetica globale).
La prestazione energetica dell'immobile dipende quindi quanto questo è più o meno performante rispetto ad un edificio di riferimento. L’edificio di riferimento ha le stesse caratteristiche geometriche, di esposizione e di localizzazione dell’immobile da certificare ma con parametri energetici performanti equivalenti ad una classe A1.

Immobili migliori dell’edificio di riferimento hanno classi da A1 ad A4. Andando dalla fascia B alla G troviamo invece gli immobili sempre meno  performanti rispetto all’edificio di riferimento.

Prestazioni-energetiche degli edifici

 

2.2 - LE ZONE SISMICHE ITALIANE

Gli attuali criteri di classificazione sismica del territorio nazionale sono stati emanati con l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, sulla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003.

Il provvedimento detta i principi generali sulla base dei quali le Regioni, a cui lo Stato ha delegato l’adozione della classificazione sismica del territorio, hanno compilato l’elenco dei comuni con la relativa attribuzione ad una delle quattro zone, a pericolosità decrescente, nelle quali è stato riclassificato il territorio nazionale.

Zona 1 - È la zona più pericolosa. La probabilità che capiti un forte terremoto è alta

Zona 2 - In questa zona forti terremoti sono possibili

Zona 3 - In questa zona i forti terremoti sono meno probabili rispetto alla zona 1 e 2

Zona 4 - È la zona meno pericolosa: la probabilità che capiti un terremoto è molto bassa

L'attuazione dell'ordinanza n.3274 del 2003 ha permesso di ridurre notevolmente la distanza fra la conoscenza scientifica consolidata e la sua traduzione in strumenti normativi e ha portato a progettare e realizzare costruzioni nuove, più sicure ed aperte all’uso di tecnologie innovative.

Zone sismiche Italia - Mappa Zone sismiche Italia - Legenda

2.3 - LE ZONE CLIMATICHE ITALIANE

RIFERIMENTI NORMATIVI

Il D.P.R. n. 412 del 26 agosto 1993 ha introdotto, in base al calcolo dei gradi-giorno, sei zone climatiche sul territorio italiano. Il Grado Giorno è definito dal D.P.R. n.412 del 26 agosto 1993 all’art.1, quest’ultimo inoltre all’art.2 suddivide il suolo italiano in base ai GG in 6 zone climatiche che vanno dalla A (zone più calde con basso numero di GG) ad F (zone più fredde con elevato numero di GG) definendo anche il periodo convenzionale di riscaldamento all’art.9 (successivamente art.4 del D.P.R. n. 74 del 16 Aprile 2013).

COSA È IL GRADO GIORNO?

Il Grado Giorno riferito ad una località è una grandezza che quantifica la somma delle sole differenze positive fra la temperatura di setpoint per il comfort interno fissata a 20°C rispetto a quella esterna, durante un periodo di riscaldamento invernale stabilito convenzionalmente in base alla zona climatica della località stessa.

A un basso numero di gradi giorno, corrisponde quindi un ridotto periodo di riscaldamento e temperatura esterna media prossima a quella ambiente (20°C). Ad un elevato numero di gradi giorno corrisponde invece un prolungato periodo di riscaldamento e temperatura esterna media di molto inferiore a quella ambiente (20°C).

Ai Gradi Giorno è dunque è associato il fabbisogno termico della località, in quanto proporzionali ai consumi energetici per il riscaldamento.

A COSA SERVE LA DIVISIONE DEL TERRITORIO IN ZONE CLIMATICHE?

Già con la Legge del 9 gennaio 1991 si prevedeva la suddivisione dell’Italia in diverse zone climatiche, per stabilire i periodi di accensione degli impianti termici e contenere i consumi energetici. Ma questa suddivisione diviene conoscenza comune con la Legge n. 296 del 27 dicembre 2006 che, di fatto, ha introdotto la detrazione fiscale delle spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici. Per poter accedere alla detrazione l’intervento deve ridurre le dispersioni termiche attraverso le superfici dell’involucro edilizio, ossia deve rispettare i valori di trasmittanza termica imposti dalla legge a seconda della Zona Climatica di appartenenza dell’immobile.

Zone climatiche italiane

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