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Edilizia in ripresa nel 2019

06/12/18
Opere pubbliche - Dati Cresme

Il 2019 sarà un anno positivo per il settore delle costruzioni, secondo i dati contenuti nel XXVI Rapporto congiunturale e previsionale del Cresme, Il mercato delle costruzioni 2019 – Lo scenario di medio periodo 2018-2023. Il Centro ricerche economiche e sociali del mercato dell’edilizia (Cresme) sottolinea, infatti, come dopo dieci anni di crisi il mondo delle costruzioni abbia intrapreso una nuova fase di ripresa.

Gli scenari per l’edilizia abitativa

Per quanto riguarda nello specifico il settore dell’edilizia abitativa, i segnali di crescita sono stati registrati già a partire dal 2016, anno in cui i permessi di costruire sono cresciuti del 3,9%,dell’11,3% nel 2017 e dell’8,7% nel primo trimestre del 2018. Aumenti anche per il consumo di cemento (+1%), le vendite di laterizi (+2,8% nel primi tre mesi del 2018) e i finanziamenti per gli investimenti in edilizia residenziale (+0,6%) e per quella non residenziale (+33%).

Crescono anche i lavori di recupero edilizio e riqualificazione energetica, +1,7% da gennaio ad agosto 2018 e il mercato immobiliare con un tasso di aumento del +5%.

I dati del XXVI Rapporto congiunturale e previsionale elaborato dal Cresme BigMat Italiahttps://www.bigmat.it/system/modules/it.bigmat.sito/resources/img/bigmat.png

Le opere pubbliche

Tendenza positiva anche per gli investimenti in opere pubbliche con il 2018 che si è chiuso con un incremento dell’1,5% rispetto al 2017, anche se, sottolineano dal Cresme, gli aumenti più significativi si riscontreranno solo nel triennio 2019-2021. «A partire dal 2019 si dovrebbe avvertire la ripresa degli investimenti degli enti locali – ha dichiarato Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme – spinti dalle ingenti risorse pubbliche messe a disposizione del settore nel triennio 2016-2018, e dalle risorse private dei concessionari autostradali, dei gestori degli aeroporti nazionali e dei gestori delle reti idriche, energetiche e per le telecomunicazioni».

Una nuova fase per il mercato dell’edilizia

«I segnali di un nuova fase di mercato ci sono tutti – ha dichiarato ancora Bellicini – e se il clima generale non degenera, dalle costruzioni potrebbe venire un contributo importante per il ritorno alla crescita. Certo, non tornando più a livelli espansivi del sesto ciclo edilizio del secondo dopoguerra, nemmeno a quel settore delle costruzioni».

Parlando di numeri il rapporto stilato dal Cresme evidenzia come nel 2018 il valore della produzione del mercato delle costruzioni si dovrebbe attestare su 171 miliardi di euro contro i 167 dell’anno precedente. In particolare, il 73,8% di questo mercato è costituito da interventi di manutenzione straordinaria e ordinaria del patrimonio esistente: la manutenzione ordinaria vale 36,8 milioni di euro, quella straordinaria ben 89,4 milioni, mentre le nuove costruzioni salgono dai 41,4 miliardi del 2017 a 43,1 miliardi del 2018.

Secondo il centro ricerche saranno soprattutto le nuove costruzioni che traineranno il mercato, in tutte le loro dimensioni, residenziale, non residenziale e opere pubbliche.

Nel 2023, alla fine del periodo delle previsioni elaborate da Cresme, il valore della produzione delle costruzioni si assesterebbe sui livelli minimi toccati a metà degli anni Novanta e alla fine degli anni Ottanta, riportando i livelli di produzione ai picchi minimi del quinto ciclo edilizio. «Si tratta – conclude il direttore Bellicini– di uno scenario prudente, nel valutare il quale è necessario tenere conto di due aspetti: il primo territoriale; il secondo riguarda il potenziale di mercato che la ripresa ha già in sé accumulato, condizionata però dalla grave situazione d’incertezza e dai conti dell’economia italiana».