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Green economy: a che punto siamo in Italia?

09/11/18
green economy

Dieci proposte di investimento per migliorare la transazione del nostro Paese verso la green economy: è quanto emerso dagli Stati Generali della Green Economy andati scena nei giorni scorsi a Rimini nella cornice di Ecomondo, la kermesse dedicata alle tecnologie e alle innovazioni green.

Un pacchetto di misure che, secondo le stime contenute nella Relazione sullo stato della green economy del 2018, creerebbero in cinque anni 2,2 milioni di posti di lavoro che toccherebbero quota 3,3 milioni calcolando anche l’indotto. Le proposte verso cui andrebbero indirizzati gli investimenti pubblici e privati prevedono:

  • un raddoppio delle fonti rinnovabili;
  • azioni di riqualificazione profonda degli edifici privati e pubblici;
  • il conseguimento dei nuovi target europei di riciclo dei rifiuti;
  • la realizzazione di un grande Programma di rigenerazione urbana;
  • il raddoppio degli investimenti nell’eco-innovazione;
  • misure per la mobilità urbana sostenibile e per l’agricoltura ecologica e di qualità;
  • la riqualificazione del sistema idrico nazionale;
  • il rafforzamento della prevenzione del rischio idrogeologico fino al completamento delle bonifiche dei siti contaminati. 
Presentata a Rimini la Relazione sullo stato della green economy del 2018 che fotografa la situazione del nostro Paese. BigMat Italiahttps://www.bigmat.it/system/modules/it.bigmat.sito/resources/img/bigmat.png

«I vantaggi economici di questi investimenti green sono molteplici – ha sottolineato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile – il primo riguarda i costi evitati dell’inquinamento e di altri impatti ambientali; il secondo la capacità di queste scelte green di attivare, con investimenti pubblici, effetti moltiplicatori anche di quelli privati; il terzo vantaggio sta nella capacità di utilizzare e promuovere innovazione, diffusione di buone pratiche e buone tecniche».

Per quanto riguarda la situazione attuale, la relazione mette in evidenza come l’Italia registri risultati di eccellenza dal punto di vista dell’economia circolare, mentre dal punto di vista della decarbonizzazione e del consumo di suolo la strada da fare sia ancora molta.

Entrando più nel dettaglio si può notare come con il 18,5% di tasso di circolarità, l’Italia sia tra i primi cinque Paesi europei, mentre si colloca al secondo posto per il riciclo di rifiuti (dato calcolato al 2016) con circa 13,55 milioni di tonnellate di rifiuti urbani riciclati (il 45%) e 91,8 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, pari al 65% di quelli prodotti.

Per quanto riguarda il consumo di suolo l’Italia resta uno dei Paesi con la più alta percentuale: il consumo nel 2017 ha continuato ad aumentare al ritmo di 15 ettari al giorno, mentre la spesa per la protezione del paesaggio è diminuita da 689 milioni di euro nel 2010 a 524,7 milioni nel 2017.