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Osservatorio Ance: deboli segnali di ripresa per il comparto delle costruzioni

05/03/19
Osservatorio Ance: deboli segnali di ripresa per il comparto delle costruzioni

Nel 2019 l’industria delle costruzioni segnerà una crescita del 2%: a dirlo è l’Osservatorio Congiunturale sull’Industria delle Costruzioni di Ance. Lo studio fotografa l’andamento del settore edile tenendo conto dei principali indicatori economici e dell’incertezza dello scenario nazionale e internazionale.

L’aumento del 2% deriva dai primi segnali positivi registrati dagli investimenti privati residenziali e non residenziali e dal proseguimento dell’andamento positivo degli interventi di manutenzione straordinaria.

In particolare, entrando nel dettaglio, la nuova edilizia abitativa nel 2019 segnerà, secondo le stime di Ance, un +3,5% per il segmento residenziale privato (con un miliardo di investimenti) e un +3% nel comparto non residenziale (2 i miliardi in più di investimenti), mentre gli investimenti in manutenzione toccheranno un aumento dello 0,7% (1,2 i miliardi che saranno spesi grazie anche all’effetto del Sismabonus).

 

Le previsioni per il 2019 e il 2020 dell’Osservatorio Congiunturale sull’Industria delle Costruzioni elaborato dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili BigMat Italiahttps://www.bigmat.it/system/modules/it.bigmat.sito/resources/img/bigmat.png

Aumento positivo ma debole anche per quanto riguarda le opere pubbliche, le cui previsioni per l’anno in corso di Ance segnalano un +1,8%, percentuale non sufficiente a correggere la rotta e invertire il trend negativo che attanaglia il comparto dal 2005.

Guardando al 2020, Ance conferma l’andamento positivo con un indice di aumento leggermente superiore a quello prefigurato per il 2019 che si rifletterà in tutti i comparti di attività. L’impulso maggiore, secondo l’Associazione dei costruttori, dovrebbe derivare dalle opere pubbliche in considerazione delle misure di sostegno agli investimenti previste nella legge di Bilancio per il 2019 che, secondo le stime governative, dovrebbero produrre l’effetto maggiore nel biennio 2020-2021.

«Resta, tuttavia molta incertezza sull’intensità di tale crescita a causa, ancora una volta, di ostacoli di varia natura che frenano la spesa delle risorse stanziate: dai tempi di attuazione degli investimenti in opere pubbliche, all’attesa di una revisione del Codice dei contratti annunciata più volte dal Governo, fino ad arrivare ad un rallentamento dei cantieri, in corso o in programma, per le grandi opere. A ciò si aggiunga, nel 2020, la prevedibile sterilizzazione dell’aumento delle aliquote IVA che provocherà un pesante irrigidimento del bilancio, con la conseguente diminuzione di risorse da destinare a investimenti pubblici e privati e il rischio di non avere risorse per fronteggiare un’eventuale nuova recessione economica», commenta l’Ance nelle pagine dell’Osservatorio.