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Distanza minima valida anche per pareti finestrate

13/06/19
Distanza minima valida anche per pareti finestrate

Nuova sentenza della Cassazione in materia di distanza minima in edilizia: con la sentenza 15178 del giugno la Corte suprema ha stabilito che la distanza di dieci metri è valida anche in presenza di una parete finestrata, indifferentemente dal fatto che si tratti di una parete nuova o preesistente.

Una decisione nata in seguito a un contenzioso tra due vicini di casa in merito a un intervento di recupero dei sottotetti, nel corso del quale è stato realizzato un nuovo piano sul fabbricato già esistente con ampie pareti finestrate a una distanza inferiore a quella indicata sia nelle norme tecniche attuative del Prg comunale sia nel codice civile (articolo 873).

La Cassazione ha accolto il ricorso del vicino, contestando, di fatto, la tesi sostenuta invece dalla Corte distrettuale secondo cui le distanze minime indicate dal Dm 1444/68 «non varrebbero per le nuove pareti finestrate nella parte in cui non siano antistanti (quindi non si sovrappongano) alla parete del vicino».

Secondo la Corte di Cassazione invece la norma dell'art. 9 del D.M. 2.4.1968, n. 1444, in materia di distanze fra fabbricati va interpretata considerando che «la distanza minima di dieci metri è richiesta anche nel caso che una sola delle pareti fronteggiantisi sia finestrata e che è indifferente se tale parete sia quella del nuovo edificio o quella dell'edificio preesistente, essendo sufficiente, per l'applicazione di tale distanza, che le finestre esistano in qualsiasi zona della parete contrapposta ad altro edificio, ancorché solo una parte di essa si trovi a distanza minore da quella prescritta».

Con una recente sentenza la Cassazione stabilisce che la distanza di dieci metri è da considerarsi in presenza di una parete finestrata indipendentemente che si tratti di una nuova realizzazione. BigMat Italiahttps://www.bigmat.it/system/modules/it.bigmat.sito/resources/img/bigmat.png