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Prestazioni energetiche degli edifici: cosa cambia con i nuovi requisiti minimi

Dal 3 giugno 2026 è operativo il nuovo Decreto Requisiti Minimi, che aggiorna il quadro normativo sulle prestazioni energetiche degli edifici.

Le novità riguardano in particolare il comportamento dell’involucro edilizio, la gestione dei ponti termici, l’efficienza degli impianti e la predisposizione delle infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici.

Per imprese, progettisti e professionisti del settore significa prestare ancora più attenzione alla qualità dei materiali, alla continuità dell’isolamento e alla corretta esecuzione delle lavorazioni.

Prestazioni energetiche degli edifici

Più attenzione all’involucro edilizio

Pareti, coperture, pavimenti, serramenti e superfici vetrate incidono direttamente sui consumi e sul comfort interno.

Il nuovo decreto aggiorna le verifiche sul coefficiente medio di scambio termico dell’edificio e distingue con maggiore precisione tra nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti e interventi di riqualificazione.

Negli edifici esistenti, i requisiti vengono applicati in funzione dell’entità dei lavori e delle parti effettivamente interessate. Diventa quindi fondamentale individuare correttamente la categoria dell’intervento già in fase di progettazione.

Ponti termici: un dettaglio sempre più importante

I ponti termici sono zone dell’involucro nelle quali il calore si disperde più facilmente, ad esempio in corrispondenza di balconi, pilastri, solai, angoli e collegamenti tra materiali differenti.

Il nuovo quadro normativo assegna loro un peso maggiore nelle verifiche, soprattutto nelle ristrutturazioni importanti.

Un isolamento efficace non dipende infatti soltanto dallo spessore del materiale, ma anche dalla continuità della posa. Giunti, raccordi e dettagli esecutivi devono essere progettati e realizzati con precisione per limitare dispersioni, muffe e fenomeni di condensa.

Comfort invernale ed estivo

La prestazione energetica non riguarda solo il contenimento dei consumi durante l’inverno.

Il decreto pone attenzione anche al surriscaldamento estivo, al benessere termo-igrometrico e alla qualità dell’aria interna. Schermature solari, coperture riflettenti, isolamento e soluzioni passive contribuiscono a mantenere gli ambienti più confortevoli durante tutto l’anno.

La scelta dei materiali deve quindi considerare non solo la trasmittanza termica, ma anche il comportamento dell’edificio nelle diverse stagioni.

Impianti più efficienti e meglio regolati

Vengono aggiornati anche i requisiti degli impianti, con particolare riferimento alle pompe di calore e ai sistemi di regolazione.

Negli interventi più rilevanti, involucro e impianti devono essere valutati come parti di un unico sistema. Migliorare soltanto uno dei due aspetti può non essere sufficiente per raggiungere le prestazioni previste dal progetto.

Assumono inoltre maggiore importanza i dispositivi per la regolazione della temperatura, la contabilizzazione del calore e l’automazione degli edifici non residenziali.

Ricarica elettrica negli edifici

Il decreto integra le prescrizioni relative alle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici.

Gli obblighi cambiano in base alla destinazione d’uso dell’edificio, al numero di posti auto e alla tipologia di intervento. In alcuni casi è richiesta l’installazione di punti di ricarica, mentre in altri deve essere predisposta la canalizzazione necessaria per una futura installazione.

Anche questi elementi devono quindi essere considerati fin dalle prime fasi del progetto, evitando interventi successivi più complessi e invasivi.

Materiali e posa fanno la differenza

Il rispetto dei requisiti energetici non dipende soltanto dai calcoli progettuali. La prestazione finale dell’edificio è legata anche alla qualità dei prodotti utilizzati e alla corretta esecuzione in cantiere.

Isolanti, sistemi a cappotto, impermeabilizzazioni, serramenti e materiali per la correzione dei ponti termici devono essere compatibili tra loro e posati secondo le indicazioni tecniche.

Discontinuità, giunti non corretti o spessori diversi da quelli previsti possono ridurre l’efficacia dell’intero intervento.

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