La sicurezza antincendio di un edificio non dipende soltanto dalla presenza di impianti di rilevazione o spegnimento. Un ruolo fondamentale è svolto dalla capacità degli elementi costruttivi di mantenere le proprie prestazioni durante un incendio, limitando il rischio di cedimenti e la propagazione di fiamme, fumi e calore.
Progettare la resistenza al fuoco significa quindi considerare fin dall’inizio il comportamento di strutture portanti, pareti, solai e sistemi di compartimentazione, scegliendo materiali e soluzioni adeguati alle caratteristiche dell’edificio e alla sua destinazione d’uso.
Cosa significa resistenza al fuoco
La resistenza al fuoco indica la capacità di un elemento costruttivo di conservare, per un determinato periodo, specifiche prestazioni in presenza di temperature elevate.
La classificazione viene generalmente espressa attraverso alcune lettere:
- R, capacità portante - indica l’attitudine dell’elemento a mantenere la stabilità strutturale;
- E, tenuta - riguarda la capacità di impedire il passaggio di fiamme e gas caldi;
- I, isolamento termico - indica la capacità di limitare l’aumento della temperatura sul lato non esposto al fuoco.
A queste lettere viene associato un numero, espresso in minuti, che identifica il periodo durante il quale la prestazione deve essere garantita, come R 60 oppure REI 120. I requisiti da rispettare cambiano in base alla funzione dell’elemento e alle caratteristiche dell’opera.
Strutture e materiali reagiscono al fuoco in modo diverso
Calcestruzzo armato, acciaio, muratura e legno presentano comportamenti differenti quando vengono esposti al calore. La scelta della soluzione costruttiva deve quindi essere accompagnata da una valutazione specifica delle prestazioni richieste.
- Il calcestruzzo armato offre generalmente una buona resistenza, ma richiede spessori, copriferro e posa corretti per proteggere le armature.
- L’acciaio, con l’aumento della temperatura, perde resistenza e può necessitare di pitture intumescenti, intonaci protettivi o rivestimenti in lastre.
- Le murature possono contribuire sia alla stabilità sia alla compartimentazione, ma fori, giunti e attraversamenti impiantistici devono essere correttamente sigillati.
- Il legno, pur essendo combustibile, presenta un comportamento prevedibile grazie alla formazione dello strato carbonizzato. Dimensionamento, collegamenti e protezioni devono comunque essere definiti con attenzione.
Protezione passiva e compartimentazione
La protezione passiva comprende l’insieme delle soluzioni che contribuiscono a limitare gli effetti dell’incendio senza richiedere l’attivazione di un impianto. Tra queste rientrano:
- rivestimenti protettivi applicati alle strutture;
- pitture intumescenti;
- intonaci resistenti al fuoco;
- pareti, contropareti e controsoffitti certificati;
- porte e chiusure tagliafuoco;
- sistemi di sigillatura per giunti e attraversamenti;
- elementi destinati alla compartimentazione degli ambienti.
La compartimentazione suddivide l’edificio in zone delimitate da elementi resistenti al fuoco, con l’obiettivo di contenere la propagazione dell’incendio e dei fumi per il tempo previsto dal progetto.
La posa corretta è parte della prestazione
Un prodotto certificato non garantisce da solo la sicurezza dell’opera. Perché il sistema mantenga le prestazioni dichiarate è necessario rispettare le condizioni previste dalla documentazione tecnica e dal progetto. In cantiere occorre prestare attenzione soprattutto a:
- caratteristiche e preparazione del supporto;
- spessori e quantità di prodotto applicato;
- fissaggi e giunti tra gli elementi;
- continuità dei rivestimenti protettivi;
- trattamento degli attraversamenti impiantistici;
- compatibilità tra i componenti del sistema;
- rispetto delle istruzioni di posa.
Anche una piccola discontinuità può diventare un punto debole. Fori non sigillati, protezioni danneggiate o modifiche effettuate dopo la posa possono ridurre la capacità dell’elemento di contrastare il passaggio di calore, fiamme e fumi.
La certificazione delle strutture deve infatti basarsi sulle caratteristiche effettivamente riscontrate in opera, considerando geometria, materiali, condizioni di carico e modalità di applicazione degli eventuali sistemi protettivi.
Progettazione, controlli e manutenzione
La resistenza al fuoco deve essere affrontata come parte integrante del progetto edilizio e non come un intervento da aggiungere al termine dei lavori.
Il tecnico incaricato definisce le prestazioni necessarie e individua i metodi di verifica più adatti, che possono basarsi su prove, calcoli o confronti con soluzioni tabellari previste dalla normativa.
Durante il cantiere è altrettanto importante verificare che materiali, spessori e sistemi installati corrispondano a quanto previsto. Anche nel tempo devono essere controllate l’integrità delle protezioni e le eventuali modifiche apportate a pareti, strutture e impianti.
Costruire strutture più sicure significa quindi integrare progettazione, scelta dei materiali, corretta posa e controllo dell’opera realizzata.
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