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Impianto elettrico e ristrutturazione: cosa valutare in cantiere?
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Rifare l’impianto elettrico durante una ristrutturazione non significa soltanto scegliere dove posizionare prese e interruttori. L’intervento coinvolge direttamente pareti, pavimenti, sottofondi e finiture e deve quindi essere pianificato insieme alle altre lavorazioni di cantiere.
La progettazione dell’impianto parte, infatti, dalla distribuzione architettonica degli spazi e dal layout degli arredi: solo conoscendo destinazione e utilizzo degli ambienti è possibile stabilire correttamente punti presa, illuminazione e circuiti.
Uno degli aspetti più importanti riguarda il passaggio delle canalizzazioni. L’impianto può essere realizzato sottotraccia nelle pareti, a pavimento o all’interno di controsoffitti e sistemi a secco, a seconda delle caratteristiche dell’edificio e dell’intervento.
Nelle ristrutturazioni, aprire nuove tracce significa intervenire sui supporti esistenti e successivamente ripristinare intonaci e finiture. Per questo è importante verificare preventivamente la natura delle murature ed evitare lavorazioni non coordinate, soprattutto quando sono presenti elementi strutturali.
Contropareti e pareti a secco possono invece facilitare il passaggio degli impianti, riducendo alcune lavorazioni invasive e permettendo di integrare canalizzazioni e scatole all’interno dell’intercapedine.
Quando la ristrutturazione prevede la demolizione di pavimenti e massetti, il rifacimento degli impianti può essere coordinato con la realizzazione del nuovo sottofondo.
Elettrico, idrico e climatizzazione devono però essere progettati insieme: incroci e sovrapposizioni tra le diverse reti vanno limitati, definendo in anticipo percorsi, quote e punti di arrivo.
È quindi importante che elettricista, impresa, idraulico e posatore lavorino sulla stessa impostazione progettuale prima della chiusura delle tracce e della posa delle nuove pavimentazioni.
Il progetto su carta deve sempre confrontarsi con ciò che emerge durante i lavori. Una volta terminate demolizioni e ricostruzioni, con gli ambienti ancora al grezzo, è utile riportare direttamente sulle pareti la posizione di prese, interruttori e punti luce.
Questo “check” consente di individuare eventuali interferenze e verificare concretamente la coerenza tra impianto, distribuzione degli spazi e futuro arredamento prima di procedere con l’esecuzione definitiva.
Il riferimento normativo principale è il DM 37/2008, mentre dimensionamento e dotazioni dell’impianto sono disciplinati dalla norma CEI 64-8. Gli interventi devono essere effettuati da imprese abilitate e, al termine dei lavori, deve essere rilasciata la Dichiarazione di Conformità. A seconda dell’entità della ristrutturazione possono inoltre essere necessari specifici titoli edilizi.
Un impianto efficiente nasce quindi dal coordinamento tra progetto architettonico, opere murarie, sottofondi, sistemi a secco e lavorazioni impiantistiche.
Nei punti vendita BigMat, puoi trovare materiali, sistemi e attrezzature per affrontare le diverse fasi della ristrutturazione, dal grezzo fino alle finiture.
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