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NUOVO DECRETO PNRR: PROCEDURE PIÙ SNELLE E OPPORTUNITÀ PER IL SETTORE EDILE

Ridurre i tempi, sbloccare investimenti, accelerare i cantieri.

Il nuovo Decreto PNRR, approvato dal Consiglio dei Ministri, introduce una serie di misure operative che incidono direttamente su infrastrutture, edilizia, transizione energetica e opere pubbliche. Un intervento che punta a sciogliere i nodi amministrativi e a mettere a terra risorse strategiche per il comparto.

Per imprese edili, progettisti e operatori della filiera, si tratta di un aggiornamento normativo da monitorare con attenzione.

Nuovo decreto PNRR

Conferenza di servizi: tempi ridotti e silenzio-assenso automatico

Uno degli interventi più rilevanti riguarda la semplificazione delle procedure autorizzative.

Il decreto prevede:

  • riduzione dei termini - 30 giorni per le determinazioni ordinarie, 45 giorni per quelle relative a interessi sensibili;
  • silenzio-assenso automatico - introduzione dell’attestazione telematica automatica, senza necessità di richiesta da parte del privato;
  • nei procedimenti non digitalizzati, l’amministrazione dovrà trasmettere l’attestazione d’ufficio via PEC.

Un passaggio che può incidere concretamente sui tempi di avvio dei cantieri e sulla pianificazione operativa delle imprese.

È inoltre previsto un rafforzamento del supporto tecnico agli enti territoriali, con risorse dedicate ai Piani Urbani Integrati per circa 2 miliardi di euro.

Student housing: più flessibilità urbanistica

Il decreto interviene anche sulle residenze universitarie, aggiornando la disciplina edilizia collegata. Tra le novità operative:

  • maggiore utilizzo del permesso di costruire convenzionato, esteso anche a opere di potenziamento delle urbanizzazioni esistenti;
  • esclusione del piano attuativo nei casi in cui non siano previste nuove opere di urbanizzazione primaria o loro adeguamenti.

Una misura che mira a velocizzare gli interventi e incrementare l’offerta di posti letto, con ricadute dirette sul mercato immobiliare e sulle imprese coinvolte nella realizzazione.

Agrivoltaico e Comunità Energetiche: incentivi rimodulati

Sul fronte energetico, il decreto riorganizza due importanti programmi di sovvenzione:

  • 1,099 miliardi di euro per l’agrivoltaico;
  • 795,5 milioni di euro per autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili (CER).

La gestione passa al GSE, che definirà criteri di selezione, controlli e modalità operative.

Tra i punti chiave:

  • impianti da attivare entro 24 mesi dalla concessione del contributo;
  • non cumulabilità con altre agevolazioni UE sugli stessi costi.

Un segnale chiaro verso la transizione energetica, che apre nuove prospettive per imprese specializzate in impiantistica, sistemi integrati e riqualificazione energetica.

90 milioni per le aree interne

Previsto un pacchetto da 90 milioni di euro (2026–2027) destinato a infrastrutture pubbliche nei Comuni delle aree interne, con particolare attenzione alla classificazione sismica.

Gli interventi riguarderanno:

  • rete viaria interna;
  • ponti, viadotti e gallerie;
  • opere di contenimento.

Opportunità rilevanti per le imprese attive nelle opere pubbliche e nella messa in sicurezza del territorio.

Infrastrutture idriche: nasce lo Strumento Finanziario Nazionale

Istituito presso il MIT lo Strumento Finanziario Nazionale per gli Investimenti nel Settore Idrico, con una dotazione di 1 miliardo di euro.

Le risorse saranno destinate prioritariamente ai progetti del Piano Nazionale per gli Investimenti Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico, con particolare attenzione ai territori colpiti da eventi alluvionali.

Il nuovo Decreto PNRR rappresenta un passaggio strategico per il comparto: meno tempi morti autorizzativi, nuove risorse per infrastrutture e energia, maggiore attenzione alla coesione territoriale.

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