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Pareti divisorie interne: come scegliere il sistema giusto?

Nella realizzazione o nella ristrutturazione degli spazi interni, la scelta dei divisori incide sull’organizzazione del cantiere, sulle prestazioni dell’edificio e sulla flessibilità degli ambienti.

Cartongesso, gessofibra, laterizio, calcestruzzo alleggerito e calcestruzzo aerato autoclavato rappresentano soluzioni differenti, ciascuna con caratteristiche specifiche. La scelta dipende dal tipo di intervento, dai carichi, dalle esigenze impiantistiche e dai tempi disponibili.

Quali aspetti valutare prima della scelta?

Prima di definire la tipologia di tramezzo è necessario considerare:

  • peso della parete e capacità portante del solaio;
  • prestazioni acustiche richieste;
  • comportamento al fuoco;
  • presenza di umidità;
  • necessità di fissare pensili o carichi sospesi;
  • passaggio degli impianti;
  • spessore disponibile;
  • tempi di esecuzione;
  • lavorazioni di finitura;
  • possibilità di modificare successivamente la distribuzione interna.

Nelle ristrutturazioni, ad esempio, il contenimento dei carichi e la riduzione dei lavori invasivi possono orientare verso un sistema leggero. In altri interventi possono invece risultare prioritarie massa, robustezza o continuità con le tecniche già presenti nell’edificio.

Pareti in cartongesso: leggerezza e velocità

Il cartongesso è un sistema a secco composto da un’orditura metallica rivestita con una o più lastre per lato. All’interno dell’intercapedine possono essere inseriti materiali isolanti e impianti.

L’assenza di malte e intonaci tradizionali elimina i tempi di asciugatura e consente di programmare con maggiore precisione le fasi di cantiere.

Tra i principali vantaggi rientrano:

  • peso contenuto;
  • posa rapida;
  • facilità di integrazione degli impianti;
  • buona planarità delle superfici;
  • ampia libertà progettuale;
  • possibilità di intervenire successivamente sulla distribuzione interna.

La versatilità del sistema permette inoltre di realizzare nicchie, contropareti, elementi curvi e soluzioni architettoniche difficilmente ottenibili con la muratura tradizionale.

Pareti divisorie

Gessofibra: maggiore massa e resistenza

Il gessofibra è costituito da un impasto omogeneo di gesso e fibre di cellulosa pressate. Rispetto al cartongesso standard presenta generalmente una massa e una resistenza meccanica superiori.

Può essere utilizzato quando il progetto richiede pareti robuste, una buona capacità di sostenere carichi e prestazioni termoacustiche elevate.

Anche in questo caso il risultato dipende dalla corretta composizione della parete, dalla sottostruttura e dai sistemi di fissaggio. Cartongesso e gessofibra non devono quindi essere considerati necessariamente concorrenti, ma tecnologie da scegliere in funzione delle caratteristiche dell’intervento.

Tramezzi in laterizio: una soluzione consolidata

La muratura in laterizio resta una delle tecniche più diffuse nei cantieri italiani. I blocchi vengono posati con malta o collanti e completati con intonaco, rasatura e tinteggiatura.

Tra i suoi punti di forza vi sono:

  • solidità e robustezza;
  • massa elevata;
  • familiarità delle maestranze con il sistema;
  • ampia disponibilità di formati e spessori;
  • buona compatibilità con le tecniche costruttive tradizionali.

Occorre però considerare il peso complessivo della parete, comprensivo delle finiture, e i tempi richiesti dalle diverse lavorazioni.

La realizzazione delle tracce impiantistiche comporta inoltre demolizioni localizzate e successive chiusure, con una maggiore incidenza sulle tempistiche e sulla gestione del cantiere.

Calcestruzzo alleggerito: regolarità e rapidità di posa

I blocchi in calcestruzzo alleggerito offrono un peso inferiore rispetto ad alcune murature tradizionali e una buona lavorabilità.

La regolarità degli elementi facilita la posa e permette di ottenere superfici planari, riducendo in determinati sistemi lo spessore e il numero delle lavorazioni di finitura.

Questa tecnologia può risultare interessante nelle ristrutturazioni e negli interventi in cui occorre trovare un equilibrio tra robustezza, contenimento dei carichi e velocità esecutiva.

Anche in questo caso è fondamentale considerare il sistema nel suo insieme e utilizzare collanti, rasanti, reti e prodotti complementari indicati dal produttore.

Calcestruzzo aerato autoclavato: leggero e lavorabile

Il calcestruzzo aerato autoclavato, o AAC, presenta una struttura fortemente porosa che rende i blocchi leggeri e facilmente lavorabili.

La facilità di taglio e sagomatura agevola la posa e la realizzazione degli alloggiamenti impiantistici. Il materiale offre inoltre buone caratteristiche di isolamento, traspirabilità e resistenza al fuoco.

La superficie porosa richiede però cicli di finitura compatibili. Primer, rasanti e malte devono essere scelti tenendo conto dell’assorbimento del supporto, così da evitare problemi di adesione o asciugatura non uniforme.

Sistemi a secco e murature tradizionali possono entrambi rispondere efficacemente alle esigenze dei divisori interni. La scelta deve essere effettuata sulla base delle prestazioni richieste, delle caratteristiche dell’edificio e dell’organizzazione del lavoro.

Nei punti vendita BigMat i potrai trovare lastre, blocchi, isolanti, profili, malte, rasanti, accessori e consulenza tecnica per realizzare pareti divisorie adatte a ogni progetto.

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