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Decreto Milleproroghe 2026: permessi e SCIA prorogati fino a 48 mesi

La Legge n. 26/2026 estende i termini per l'avvio e l'ultimazione dei lavori su titoli edilizi formatisi entro il 31 dicembre 2025.

Con la conversione in legge del Decreto Milleproroghe (Legge 27 febbraio 2026, n. 26), pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 28 febbraio 2026 ed entrata in vigore il 1° marzo, arriva una misura concreta a supporto di imprese, professionisti e operatori del settore edilizio: i termini per l'avvio e l'ultimazione dei lavori vengono prorogati fino a un massimo complessivo di 48 mesi.

Decreto milleproroghe 2026

Cosa cambia e per chi?

La proroga si applica a tutti i titoli edilizi rilasciati o formatisi entro il 31 dicembre 2025, e riguarda:

  • permessi di costruire: i termini di inizio e fine lavori possono essere estesi fino a 48 mesi, previa comunicazione dell'interessato prima della scadenza originaria;
  • SCIA (Segnalazioni Certificate di Inizio Attività): stessa estensione massima, alle medesime condizioni;
  • autorizzazioni paesaggistiche e atti ambientali: la proroga si estende anche a questi provvedimenti, comunque denominati, previsti dalla legislazione di settore;
  • convenzioni di lottizzazione e piani attuativi: differiti di 48 mesi anche i termini di validità, di inizio e fine lavori previsti in questi strumenti urbanistici attuativi.

La misura vale sia per i titoli originari sia per quelli che avevano già beneficiato di proroghe precedenti - incluse quelle legate all'emergenza pandemica.

Un percorso in tappe

Non si tratta di una novità assoluta, ma dell'ultimo passo di un processo iniziato nel 2022 con il Decreto "Ucraina", che aveva introdotto le prime proroghe emergenziali per far fronte ai rincari dei materiali e ai rallentamenti nei cantieri. Da allora i differimenti sono stati progressivamente aumentati: dai 12 mesi iniziali, si è passati a 24, poi 30, poi 36, fino ad arrivare agli attuali 48 mesi.

Attenzione alle condizioni

La proroga non è automatica: è necessario presentare una comunicazione prima della scadenza dei termini. Inoltre, il titolo non deve essere in contrasto con nuovi strumenti urbanistici approvati o con vincoli paesaggistici e culturali sopravvenuti dopo il rilascio. È quindi fondamentale verificare sempre la data originaria di scadenza e la presenza di eventuali nuove previsioni urbanistiche o vincoli.

Gli effetti pratici

Dal punto di vista operativo, la misura riduce il rischio di decadenza dei titoli già in possesso, evita la necessità di presentare nuove istanze per interventi già autorizzati e alleggerisce il carico degli uffici tecnici comunali. Per imprese e professionisti, significa maggiore flessibilità nella gestione dei tempi di cantiere, in un contesto ancora segnato da incertezze sui costi e sulle forniture.

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