Certificazioni mancanti, vulnerabilità sismica, scarsa manutenzione ed efficienza energetica insufficiente: il rapporto Ecosistema Scuola 2025 di Legambiente fotografa un patrimonio scolastico che necessita di una strategia nazionale stabile e strutturata.
L’edilizia scolastica italiana mostra segnali di miglioramento solo parziali, ma continua a essere segnata da criticità profonde e da forti disuguaglianze territoriali. È quanto emerge dal rapporto Ecosistema Scuola 2025 di Legambiente, giunto alla sua XXV edizione, che analizza i dati relativi al 2024 e ripercorre l’evoluzione del settore negli ultimi 25 anni.
Un quadro complesso che interessa direttamente imprese, progettisti e operatori dell’edilizia, chiamati sempre più spesso a intervenire su edifici pubblici strategici come le scuole.
Un patrimonio vasto, ma disomogeneo
L’indagine ha coinvolto 97 Comuni capoluogo su 112, monitorando 7.063 edifici scolastici frequentati da oltre 1,3 milioni di studenti. Se Nord e Centro mostrano risultati migliori in termini di programmazione, spesa e servizi, Sud e Isole continuano a registrare ritardi significativi, evidenziando un divario territoriale che incide direttamente sulla sicurezza e sulla qualità degli edifici.
Certificazioni e sicurezza: i nodi irrisolti
Uno degli aspetti più critici riguarda le certificazioni di base:
- solo il 47,2% degli edifici è in possesso del certificato di agibilità;
- il 45,2% dispone di collaudo statico;
- il 56,6% è dotato di certificazione di prevenzione incendi.
Numeri che confermano come una parte rilevante del patrimonio scolastico operi ancora in condizioni di incompletezza documentale, con evidenti implicazioni sul piano della sicurezza e della responsabilità.
Vulnerabilità sismica e solai: prevenzione ancora insufficiente
Il tema della sicurezza strutturale resta centrale. In Italia, 2.496 scuole si trovano in aree a rischio sismico 1 e 2, ma meno del 15% degli edifici è stato progettato o adeguato secondo le normative antisismiche.
Le verifiche di vulnerabilità sono state eseguite solo nel 45,2% degli edifici a rischio.
Preoccupante anche il quadro relativo ai solai: solo il 31,2% delle scuole ha beneficiato di indagini diagnostiche negli ultimi cinque anni e appena il 10,9% ha ricevuto interventi di messa in sicurezza. Nonostante le risorse stanziate negli anni, la prevenzione non appare ancora strutturale.
Efficienza energetica a rischio ambientale
Il patrimonio scolastico italiano risulta ancora fortemente energivoro. Solo il 16% degli edifici ha beneficiato di interventi di efficientamento energetico; appena il 6,5% delle scuole certificate rientra in classe energetica A, mentre oltre il 66% si colloca nelle classi E, F e G.
Le energie rinnovabili sono presenti solo nel 21% degli edifici, con percentuali che scendono al 10,8% nelle Isole. A questo ritmo, una copertura completa richiederebbe oltre 70 anni.
Sul fronte ambientale, il rischio amianto non è del tutto superato: 372 scuole risultano ancora interessate, mentre i monitoraggi indoor (aria, muffe, radon) vengono effettuati da meno di un terzo dei Comuni.
Manutenzione: risorse frammentate e insufficienti
Il nodo più critico riguarda la manutenzione, sia ordinaria sia straordinaria.
Nel 2024, per la manutenzione straordinaria sono stati stanziati in media 39.648 euro per edificio, ma ne sono stati spesi solo 29.061, con un calo rispetto agli anni precedenti. Le differenze territoriali sono marcate:
- Nord: spesa media di 41.699 euro
- Sud e Isole: meno di 6.000 euro
Anche la manutenzione ordinaria mostra limiti strutturali: dal 2009 al 2024 la spesa media annua si è attestata tra 5.000 e 13.000 euro per edificio, un valore costante ma insufficiente a garantire continuità e prevenzione.
Il quadro delineato dal rapporto evidenzia la necessità di un piano nazionale strutturale e stabile, capace di superare la logica degli interventi frammentari e di affrontare in modo sistemico sicurezza, efficienza energetica e manutenzione programmata. Per il mondo dell’edilizia, si tratta di una sfida cruciale: le scuole rappresentano un patrimonio pubblico strategico che richiede competenze tecniche, materiali performanti e una visione di lungo periodo.
BigMat continuerà a monitorare l’evoluzione del tema dell’edilizia scolastica e le politiche di intervento sul patrimonio pubblico, offrendo aggiornamenti e approfondimenti utili per imprese, progettisti e professionisti del settore.
