Rafforzare la sicurezza strutturale dei territori più fragili e garantire la continuità dei servizi essenziali: è questo l’obiettivo del nuovo Avviso pubblico per la prevenzione del rischio sismico, promosso dai Dipartimenti Casa Italia e per le Politiche di Coesione e per il Sud.
Il provvedimento mette a disposizione 200 milioni di euro destinati a interventi su edifici e infrastrutture pubbliche situati nelle cosiddette Aree Interne, con un impatto diretto sul lavoro di progettisti, imprese e operatori del settore edile.
Aree Interne e zone sismiche interessate
Per Aree Interne si intendono i Comuni classificati come intermedi, periferici e ultra-periferici, individuati nell’Allegato 1 dell’Avviso, ricadenti nelle zone sismiche 1 e 2. Si tratta di territori in cui il tema della prevenzione sismica assume un valore strategico, sia in termini di sicurezza sia di accessibilità ai servizi.
Le tre categorie d’intervento finanziabili
Gli interventi ammessi a finanziamento sono suddivisi in tre categorie, ciascuna con una dotazione specifica.
Categoria A - Edifici pubblici strategici
Interventi di rafforzamento, miglioramento o adeguamento antisismico - oppure demolizione e ricostruzione se più conveniente - su:
- strutture sanitarie e ospedaliere;
- edifici scolastici;
- sedi comunali e uffici pubblici degli enti territoriali.
Dotazione complessiva: 100 milioni di euro.
Contributo massimo: fino a 3 milioni di euro per singolo intervento.
Categoria B - Elisuperfici
Interventi di realizzazione o adeguamento antisismico di elisuperfici a servizio dei territori.
Dotazione complessiva: 10 milioni di euro;
Contributo massimo: fino a 500.000 euro per intervento.
Categoria C - Opere d’arte stradali
Interventi su ponti, viadotti, gallerie, cavalcavia, sottopassi, muri di sostegno, paratie e altre opere afferenti alla rete stradale, con particolare attenzione alla continuità dei percorsi di emergenza.
Dotazione complessiva: 90 milioni di euro.
Contributo massimo: fino a 1 milione di euro per intervento.
Soggetti ammessi e spese finanziabili
Possono presentare domanda: regioni, comuni, province, città metropolitane, unioni di Comuni e comunità montane purché proprietari degli immobili, delle elisuperfici o delle opere infrastrutturali oggetto d’intervento.
Sono considerate ammissibili le spese relative a:
- opere strutturali ed edili connesse;
- interventi impiantistici strettamente collegati;
- costi della sicurezza;
- somme a disposizione del quadro economico;
- IVA, se non recuperabile.
Progettazione, scadenze e modalità di accesso
Per accedere ai finanziamenti è necessario presentare un progetto redatto secondo il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), almeno a livello di progetto di fattibilità tecnico-economica, conforme ai requisiti indicati dall’Avviso.
Scadenza per la presentazione delle domande: 4 giugno 2026, ovvero 150 giorni dalla pubblicazione dell’Avviso in Gazzetta Ufficiale (5 gennaio 2026).
Nei prossimi mesi saranno pubblicati:
- gli schemi di domanda e la modulistica ufficiale;
- le modalità operative di presentazione delle richieste;
- i criteri di valutazione che porteranno alla formazione delle graduatorie distinte per categoria di intervento.
Un’opportunità concreta per il settore edile
Questo stanziamento rappresenta un’importante occasione per il mondo delle costruzioni, chiamato a intervenire su edifici e infrastrutture strategiche con soluzioni tecniche affidabili, sistemi costruttivi certificati e competenze specialistiche in ambito antisismico.
Un intervento che conferma come la prevenzione e la qualità progettuale siano oggi elementi centrali per costruire territori più sicuri e resilienti.
