Dopo la fase espansiva del triennio 2021–2023, sostenuta dagli incentivi fiscali straordinari, il mercato delle costruzioni entra in una fase di normalizzazione. Il 2025 si chiude con una flessione contenuta (-1,1%), ma il dato complessivo nasconde una dinamica più marcata nel comparto della riqualificazione residenziale.
Il 2026 si prospetta come un anno di ripartenza, seppur selettiva, in cui diventa fondamentale comprendere dove si concentreranno le reali opportunità di mercato.
I numeri del 2025: un mercato a due velocità
L’Osservatorio Congiunturale ANCE evidenzia uno scenario articolato.
Da un lato, le opere pubbliche continuano a sostenere il settore; dall’altro, il comparto residenziale registra una contrazione significativa.
- Investimenti in abitazioni: -15,6% in termini reali
- Riqualificazione residenziale: -18%
Alla base di questa frenata c’è il progressivo ridimensionamento degli incentivi fiscali: la fine del Superbonus nelle sue forme più generose, la riduzione delle aliquote e lo stop alla cessione del credito e allo sconto in fattura per la maggior parte degli interventi.
Il risultato è un ritorno a dinamiche di mercato più “ordinarie”, meno sostenute da leve straordinarie e più legate alla domanda reale.
2026: segnali di ripresa, ma senza effetti “bolla”
Per il 2026 è atteso un rimbalzo della riqualificazione abitativa intorno al +3,5%.
Un dato positivo, ma da interpretare correttamente: non si tratta di un ritorno ai volumi del periodo dei maxi-incentivi, bensì di una stabilizzazione su livelli più sostenibili.
A sostenere questa fase contribuiranno:
- la proroga delle detrazioni per ristrutturazioni (50% prima casa, 36% altri immobili);
- la tenuta dell’Ecobonus sugli interventi di efficientamento energetico;
- una domanda più stabile e meno dipendente da incentivi straordinari;
- le prospettive di investimento pubblico legate al Piano Casa Italia.
Incentivi 2026: il quadro da conoscere
Conoscere i bonus attivi è parte della consulenza: ecco un aggiornamento rapido per orientarsi.
• Ecobonus
50% prima casa, 36% altri immobili
(escluse le caldaie a combustibili fossili)
• Bonus Mobili
50% su spesa fino a 5.000 €, collegato a interventi di ristrutturazione
• Superbonus
Residuale al 65%, solo per interventi già avviati nei condomini
Dal 2026 viene definitivamente meno la possibilità di cessione del credito e sconto in fattura: le detrazioni tornano a essere fruibili esclusivamente in dichiarazione dei redditi, con un impatto diretto sulla platea dei beneficiari.
Bonus Ristrutturazione
50% prima casa (fino a 96.000 €), 36% altri immobili – detrazione in 10 anni
Ecobonus
50% prima casa, 36% altri immobili (escluse le caldaie a combustibili fossili)
Bonus Mobili
50% su spesa fino a 5.000 €, collegato a interventi di ristrutturazione
Superbonus
Residuale al 65%, solo per interventi già avviati nei condomini
Dal 2026 viene definitivamente meno la possibilità di cessione del credito e sconto in fattura: le detrazioni tornano a essere fruibili esclusivamente in dichiarazione dei redditi, con un impatto diretto sulla platea dei beneficiari.
Cosa cambia per il mercato e per le rivendite
In un contesto meno “drogato” dagli incentivi, il mercato diventa più selettivo.
Questo scenario premia chi è in grado di offrire non solo prodotto, ma competenza, consulenza e visione progettuale.
Le aree con maggiore potenziale restano:
- efficientamento energetico (cappotti, infissi, sistemi impiantistici);
- manutenzione straordinaria, soprattutto in ambito condominiale;
- riqualificazione del patrimonio pubblico e sociale.
Il nostro valore si sposta sempre più verso il supporto tecnico e la capacità di affiancare il cliente nelle scelte.
L’evoluzione del mercato richiede competenze sempre più trasversali: per questo BigMat continua a monitorare trend e normative, offrendo strumenti concreti per affrontare con consapevolezza le nuove dinamiche del settore.
